Lo scoppio del conflitto in Iran e, più in generale, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente hanno prodotto effetti immediati sui traffici marittimi nel Golfo Persico e nelle principali rotte internazionali.
Il primo armatore mondiale nel trasporto container, MSC, ha sospeso tutte le prenotazioni per spedizioni da e verso l’area mediorientale. Una decisione di tale portata segnala un livello di rischio operativo e assicurativo considerato ormai troppo elevato e destinato a riflettersi sull’intero mercato.
Anche i transiti attraverso il Canale di Suez sono stati sospesi fino a nuovo avviso. Le navi verranno quindi dirottate verso il Capo di Buona Speranza, tornando a circumnavigare l’Africa lungo la rotta Asia–Europa. Questa deviazione comporterà un significativo allungamento dei tempi di navigazione, un aumento dei costi di carburante e una riduzione della capacità effettiva disponibile, con inevitabili ripercussioni sui noli.
È stato inoltre introdotto un supplemento, denominato “Emergency Conflict Surcharge”, pari a 2.000 dollari per container da 20 piedi e 3.000 dollari per container da 40 piedi. Il sovrapprezzo si applicherà ai porti del Mar Rosso in Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Gibuti, Sudan ed Eritrea.
Questa situazione rischia di generare fenomeni di congestione non solo nei porti direttamente coinvolti, ma anche in altri importanti scali asiatici con il rischio di un aumento generalizzato dei noli spot e un possibile impatto sui costi logistici e sui tempi di consegna a livello internazionale
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